Il Santuario della Madonna del Faggio

La posizione incastonata dentro la stretta valle del Baricello, la luce soffusa affievolita dalla fitta boscaglia, unite al silenzio rotto solo dallo scorrere dell'acqua, fanno del santuario della Madonna del Faggio un posto intimo, che induce naturalmente alla meditazione e aiuta a ritrovare se stessi.

Tra i pascoli del monte, un giorno, due pastorelli furono aiutati dall'intervento miracoloso della Madonna.

Dopo l'apparizione, un'immagine fu trovata appesa ad un faggio e si volle trasportarla a valle, in paese, per poterla onorare a dovere.

La componente paesaggistica riveste per Castelluccio, piccolo centro a 6 Km da Porretta, una particolare rilevanza: il paese domina infatti, da un crinale a 810 m. di altezza, tutte le valli circostanti.
All'interno dell'attuale Chiesa, a tre navate, si conserva sull'altare principale un'importante pittura su tela di S.Maria Assunta, attribuita ufficialmente al Canuti, ma che molti sostengono di Elisabetta Sirani. Fra i quadri posti sugli altari delle cappelle laterali, quello con i Santi Fabiano, Sebastiano e Rocco è attribuito ad Alessandro Tiarini. Moderne sono le pitture in affresco di A. Nardi nella cappella del Sacro Cuore, le vetrate istoriate di G. Da oltre due secoli si rinnova attorno all'immagine della Beata Vergine venerata nel Santuario, piccola e solitaria chiesa costruita a cavallo fra il territorio del Porrettano e quello del Belvedere, un fenomeno devozionale ancora oggi vivissimo. Tra i pascoli del monte, un giorno, due pastorelli furono aiutati dall'intervento miracoloso della Madonna. Dopo l'apparizione, un'immagine fu trovata appesa ad un faggio e si volle trasportarla a valle, in paese, per poterla onorare a dovere. Miracolosamente il giorno dopo, l'immagine sacra si trovava di nuovo sul faggio. Fu poi collocata in una verginina in muratura, collocazione che si fa risalire al 1670 circa, anno in cui cominciò a svilupparsi la devozione popolare anche per i miracoli che venivano attribuiti a quell'icona. La nascita del Santuario vero e proprio è datata al 1722; inizialmente il suo nome era Madonna del Rio Scorticato, dalla località in cui era sorto. Esso si affermò fin dalle origini come importante centro di vita religiosa e di devozione. Dal 1756 iniziò una tradizione analoga a quella bolognese della Madonna di San Luca: una processione per portare l'immagine sacra dal Santuario fino a Castelluccio, e riportarla indietro il giorno dell'Ascensione, con la partecipazione sentitissima degli abitanti di Castelluccio, Capugnano e Monte Acuto. Lo stesso anno nacque anche la consuetudine di celebrare in questo luogo con una processione fino al faggio dell'apparizione, la Festa di Sant'Anna (il 26 Luglio), madre della Vergine, tradizione mantenuta fino ai giorni nostri.